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La scelta di uno spazzolino da denti può essere complicata con così tanti modelli disponibili.

Ma gli spazzolini elettrici sono in realtà una scelta migliore rispetto a quelli manuali?

Con la corretta tecnica di spazzolatura, è possibile ottenere risultati ottimali con spazzolini da denti sia manuali che elettrici.

Padroneggiare la tecnica di spazzolatura dei denti

La ragione per cui ci spazzoliamo i denti è rimuovere la placca, che è composta da batteri che cercano di attaccarsi ai nostri denti.

La giusta tecnica di spazzolatura sarebbe sufficiente anche con uno spazzolino tradizionale, che, mosso con cognizione di causa tra i denti, permette di ottenere un risultato ottimale. Bisogna però stare attenti alla giusta forza con la quale si agisce sullo smalto.

Poiché lo strato esterno duro, lo smalto, copre solo la parte superiore dei denti (sopra la normale linea gengivale), questo lascia la parte inferiore dei denti vulnerabile a causa di danni da spazzolatura troppo forte.

E’ quindi possibile causare abrasione se si sbaglia l’equilibrio tra la setola dello spazzolino e la forza utilizzata per spazzolare i denti.

Ed è proprio questa difficoltà nel raggiungere l’equilibrio perfetto che può far preferire ad alcune persone di utilizzare uno spazzolino elettrico.

Quando è meglio lo spazzolino elettrico

Per le molte persone che faticano a lavarsi i denti correttamente con uno spazzolino manuale, uno spazzolino elettrico può essere un miglioramento perché è meno influenzato da una possibile errata tecnica di spazzolamento. Il movimento, essendo guidato, sarà certamente corretto e spetterà alla persona solamente dirigere lo spazzolino per un tempo sufficiente in tutte le zone della propria bocca.

Inoltre le persone con artrite nelle mani o altre disabilità possono anche trovare più facile tenere uno spazzolino elettrico perché hanno una maniglia più grande di quelle manuali.

Le regole per lavarsi BENE i denti

Non importa quale spazzolino da denti si sceglie, le regole per mantenere l’igiene orale sono le stesse e la tecnica di spazzolatura sarà sempre importantissima.

1.Anzitutto tieni presente che la placca inizia a formarsi vicino alla linea gengivale, non sulla parte superiore del dente, ed è lì che devono concentrarsi le nostre attenzioni quando ci laviamo i denti.

2. Quindi sposta lo spazzolino da denti con un movimento circolare in modo che spazzi la placca lontano dalle gengive. Attento a non spingere la placca all’interno anziché all’esterno di denti e gengive.

3. Meglio non spazzolare a caso. Bisogna muoversi gradualmente tra i gruppi di denti in modo sistematico e dedicare un tempo significativo ad ogni zona (20-30 secondi).

Inoltre, ricorda:

  • Preferisci tendenzialmente la scelta di uno spazzolino da denti a setole medie, piuttosto che di un pennello duro o morbido, che invece sono da preferire se il consiglio arriva dal vostro dentista.
  • Pulire sempre i denti la mattina dopo la colazione e prima di andare a letto la sera. Sarebbe meglio, potendo, farlo dopo ogni pasto.
  • Sostituzione di spazzolini da denti sia manuali che elettrici ogni tre mesi (per gli spazzolini da denti elettrici, solo la testa del pennello dovrà essere sostituita).
  • Non sottovalutare l’importanza del filo interdentale per rimuovere la placca tra i denti
  • Pulisci anche la lingua per rimuovere la placca batterica

In questo articolo si forniscono solo informazioni generale. Per una consulenza personale dettagliata, consulta il Centro Dentale e fornisci tutta la tua storia medica


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Per mamma e papà è un momento memorabile, per il bambino una tappa importante della sua crescita, che però spesso è accompagnato da piccoli fastidi. La formazione dei dentini avviene quando il bimbo è ancora nella pancia della mamma (intorno al terzo mese di gravidanza), ma è soltanto verso i 6-8 mesi di vita del bambino che cominciano a spuntare i primi dentini da latte, chiamati anche “decidui” perché sono destinati a cadere (per essere sostituiti da quelli permanenti); in tutto sono 20, dieci per l’arcata inferiore e dieci per quella superiore.

L’abbiamo mostrato diverse volte nei nostri canali social, ma è bene riassumere ancora una volta le tappe della dentizione del neonato:

6-8 mesi: incisivi mediani inferiori

8-10 mesi: incisivi mediani superiori

9-12 mesi: incisivi laterali superiori

10-13 mesi: incisivi laterali inferiori

12-18 mesi: primi molari inferiori e superiori

16-24 mesi: canini inferiori e superiori

24-30 mesi: secondi molari inferiori e superiori

La comparsa dei primi dentini è un evento assolutamente normale della crescita di un bimbo. Spesso avviene senza problemi reali ma non di rado si presentano alcuni piccoli disturbi:

  • gengive gonfie: rendono la zona più sensibile e provocano una sensazione di fastidio al piccolo che inizia ad avere voglia di mordicchiare e succhiare tutto ciò che capita a portata di mano per trovare un po’ di sollievo;
  • salivazione abbondante: questo fenomeno si definisce scialorrea, la saliva che esce dalla bocca del piccolo ben presto irrita la delicata pelle del piccolo intorno alla bocca e al mento;
  • febbre: di solito è leggera e non supera i 37,7 gradi. Solo se il bambino si lamenta, si può dargli il paracetamolo, sempre dopo avere sentito il pediatra;
  • malessere generale: l’eruzione dei primi dentini si accompagna spesso a sbalzi d’umore, irritabilità, calo dell’appetito, disturbi del sonno.

Va detto anche che, nello proprio stesso periodo in cui spuntano i primi dentini, si ha una riduzione degli anticorpi che il bimbo ha ricevuto dalla mamma, sia durante la gravidanza sia attraverso l’allattamento al seno e ciò lo espone maggiormente al rischio di infezioni.

IGIENE ORALE DA SUBITO
È importante curare l’igiene della bocca del bambino sin dai primi mesi di vita. Non tutti sanno, infatti, che anche i dentini da latte, se non vengono curati e puliti con attenzione per eliminare qualsiasi residuo di cibo, possono cariarsi con grande facilità.Al bimbo ancora molto piccolo, le “operazioni” di igiene orale possono essere proposte come un gioco: i genitori passano delicatamente una garzina imbevuta di acqua sulle gengive del neonato, dopo ogni pasto e la sera prima di dormire.Al posto della garza si possono usare anche piccoli ditali in gomma, anch’essi in vendita in farmacia. A partire dall’anno di età, si può iniziare a usare uno spazzolino bagnato a setole morbide, senza mettervi sopra il dentifricio (solo verso i 3 anni il bambino impara a non ingoiarlo).

LA PRIMA VISITA NEL VOSTRO CENTRO DENTALE DI FIDUCIA
Se non si sono presentati prima particolari problemi, è comunque giusto portare il vostro bambino per una prima visita verso i tre anni. L’ideale è scegliere uno studio specializzato in odontoiatria infantile: in questi casi, infatti, di solito la visita viene alternata a giochi, lezioni divertenti di spazzolamento per poter associare un ricordo positivo alla figura del dentista. Se possibile, è meglio evitare quindi di far coincidere la prima visita con un’emergenza (un trauma o una caduta) o in caso di mal di denti: in questo modo il bambino tenderebbe a ricordare lo studio del dentista solo come un luogo negativo e da evitare. Dai sei anni in poi le visite, a cadenza annuale, avranno come scopo la prevenzione e la verifica della presenza di malocclusioni.


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 La tua bocca è lo specchio della salute del tuo corpo e riflette la tua salute globale, rivelando ad esempio carenze nutrizionali o segnalando altre malattie anche gravi come il cancro.

Il 90% della popolazione mondiale soffrirà di una qualche malattia della bocca nel corso della vita e molti casi di problemi del cavo orale potrebbero essere evitati aumentando e favorendo con un supporto economico dedicato i programmi di prevenzione, diagnosi e cura. Ciò è di fondamentale importanza perché la salute del sorriso è molto più che un problema estetico, ma si riverbera sullo stato di salute generale di tutto il corpo, con forti legami tra malattie del cavo orale e patologie tra le più disparate, dal diabete ai tumori.  

L’OMS inquadra la salute orale all’interno di una condizione di benessere e salute fisica. La mancanza di salute orale comporta menomazioni estetiche, funzionali e psicologiche. Per quanto riguarda poi la correlazione con lo stato di salute generale sono ormai chiari i legami, ad esempio, tra parodontite e stato infiammatorio sistemico (di tutto l’organismo), la parodontite determina immissione in circolo di batteri e di sostanze infiammatorie che determinano un quadro di infiammazione sistemica che porta a minor controllo metabolico (rischio di diabete) e malattie cardiocircolatorie, in quanto favorisce l’aggregazione piastrinica.
  La salute della bocca è molto più che sfoggiare un bel sorriso: le malattie dei denti hanno un impatto su ogni aspetto della vita, dalle relazioni personali alla fiducia in se stessi.
    Poi la salute della bocca e quella generale sono una strada a doppio senso, l’una influenza l’altra. Molte condizioni generali di salute aumentano il rischio di malattie del cavo orale, ad esempio il diabete aumenta il rischio di parodontite e, viceversa, problemi della bocca hanno un impatto negativo sul resto del corpo.
    La maggior parte delle malattie della bocca ha in comune gli stessi fattori di rischio di altre malattie come quelle cardiovascolari, quindi per mantenere bocca e corpo in salute valgono gli stessi principi: adotta una dieta sana, mangia molta frutta e verdura, non fumare e limita il consumo di alcolici. 


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Le sedute di igiene orale aiutano a invecchiare bene e a prevenire, negli anziani, il rischio di infezioni alle protesi degli arti e delle valvole cardiache.

A mettere in guardia, una revisione di studi pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society, mentre proprio si celebra la prima Giornata Nazionale della Parodontite e la Giornata mondiale degli Anziani.
  La salute orale è importante a tutte le età, ma i ricercatori della University of Connecticut, negli Stati Uniti, si sono concentrati sugli over 65. In questa fascia di età oltre il 64% delle persone presenta parodontite, grave infezione delle gengive che distrugge l’osso che sostiene i denti. Questa condizione aumenta a sua volta il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, ma non solo. In chi ne soffre, la pulizia con lo spazzolino può causare il rilascio nel flusso sanguigno di batteri presenti nel cavo orale, con il rischio di diffusione di infezioni in altre parti del corpo, in particolare alle protesi degli arti e delle valvole cardiache.

“Questo studio – precisa il coautore Sree Raghavendra, assistente professore presso la Facoltà di Medicina Dentale della UConn – è un primo esempio di vera collaborazione interprofessionale, che sottolinea l’importanza per tutto il team di assistenza sanitaria di collaborare per prendersi cura della popolazione geriatrica”.

Tutti gli anziani, concludono gli autori, dovrebbero avere almeno ogni due anni una pulizia dentale eseguita da un igienista e una valutazione della salute orale dal dentista.”Tali controlli però, diventano sempre meno frequenti man mano che si va avanti con l’età – spiega Luca Landi, presidente eletto della Società Italiana di Parodontologia (SIdP) – soprattutto per alcune categorie di pazienti, come quelli con demenza e quelli che vivono in case di cura e strutture residenziali per anziani”. E’ proprio in questa delicata fase della vita, invece, prosegue, “che l’attenzione in materia dovrebbe aumentare perché gli anziani sono più soggetti al rischio che l’infezione batterica passi dalla bocca ad altre aree del corpo. La parodontite, se non trattata, causa inoltre la perdita dei denti e può diminuire la capacità di masticare, portando a malnutrizione”. (ANSA).


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Tutti vogliono un sorriso bianco brillante e una delle conseguenze è che negozi online e supermercati si stanno adattando a questa tendenza offrendo una varietà di kit di sbiancamento dei denti. La promessa di un sorriso hollywoodiano in breve tempo può essere piuttosto allettante. Tuttavia, prima di acquistare un kit bisogna chiedersi i kit di sbiancamento a casa sono efficaci e, cosa più importante, sono sicuri da usare? 

La verità è che nessun kit potrà mai avere l'efficacia e la sicurezza di un trattamento svolto dal tuo dentista di fiducia.

Prima di procedere con qualsivoglia metodica di sbiancamento, è necessario eseguire un'accurata pulizia dentale (o detartrasi, che dir si voglia), allo scopo di rimuovere tartaro, placca ed eventuali pigmentazioni esterne.
La presenza di carietartaro o gengiviti impone una preventiva risoluzione del problema. L'intervento, inoltre, è sconsigliato ai ragazzi di età inferiore ai 14 anni e alle donne in gravidanza o in periodo di allattamento.

Lo sbiancamento dentale professionale quindi è da preferirsi alla cura fai da te per una ragione semplice e immediata: la cura è più duratura ed efficace a qualsiasi intervento domestico a base di rimedi naturali possa venire in mente di utilizzare ed è attentamente monitorata dal dentista.


Ma perché i denti si ingialliscono o si macchiano?
La maggior parte delle persone nasce con denti color avorio, ma esistono varie sfumature naturali, che vanno dal giallo al grigio. Il colore dei tuoi denti è determinato dal tuo DNA, nello stesso modo in cui esso definisce il colore degli occhi o dei capelli. Mentre una tonalità gialla non è segno di una cattiva igiene orale, le macchie gialle sono generalmente causate da cattive abitudini. Diamo un'occhiata ad alcune delle cause più comuni di scolorimento dei denti.
Scarsa igiene dentale
L'accumulo di placca è una delle principali cause delle macchie sui denti. Assicurati di lavarti i denti almeno due volte al giorno, di utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno e di risciacquare con un collutorio antisettico per rimuovere i batteri e prevenire la placca e il tartaro.
Danni allo smalto dentale
I denti ingialliscono con l'età man mano che lo smalto si indebolisce lasciando esposta la dentina sottostante, una sostanza più scura che costituisce la maggior parte del dente. Puoi prevenire i danni allo smalto utilizzando una cannuccia per sorseggiare le bevande acide, riducendo i cibi acidi e utilizzando ogni giorno spazzolino, filo interdentale e collutorio.
Cibi e bevande
Lo smalto presenta delle fessure minuscole che possono trattenere microparticelle di cibo e bevande. Caffè, vino, tè e frutti di bosco sono particolarmente ricchi di tannino, cromogeni e acidi, tutte sostanze che si attaccano allo smalto e ne causano lo scolorimento. Cerca di limitarne l'assunzione e sciacqua la bocca con abbondante acqua dopo aver consumato cibi e bevande acidi. Ancora più importante, lavati i denti due volte al giorno e vai dal dentista regolarmente.
Tabacco da masticare e fumo
Il tabacco contiene nicotina e catrame, che si attaccano allo smalto dei denti e ne provocano lo scolorimento. Smettere di fumare migliorerà la tua salute in generale e l'aspetto dei tuoi denti.
Effetti indesiderati dei farmaci
Alcuni antibiotici, come la tetraciclina e la doxiciclina, sono noti per scolorire i denti nei bambini. Anche gli antistaminici, i farmaci antipsicotici e i farmaci per l'ipertensione possono portare a decolorazione: è una buona idea consultare il proprio medico prima di assumerli.


Quindi, prevenire è meglio che curare: apportando alcuni semplici cambiamenti alla vita di tutti i giorni, potrai evitare le macchie e lo scolorimento dei denti. Ad ogni modo, se i vostri denti sono ingialliti o macchiati e volete porre rimedio, con una bella visita al Centro Dentale potrete essere consigliati professionalmente su come meglio intervenire.

Un ultimo consiglio se proprio non volete abbandonare il "fai da te" vogliamo darvelo.
Se proprio volete provare un prodotto naturale che non ha controindicazioni, c'è l'olio di cocco: un cucchiaio alla mattina, prima di lavarsi i denti, da tenere in bocca 10 minuti e poi sputare (non da ingerire): alla lunga dà buoni risultati.

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In estate e in vacanza è più difficile prendersi cura dei propri denti. L’igiene orale può essere trascurata e, trovandosi lontani da casa e dal proprio dentista di fiducia, si finisce per mettere da parte la salute della propria bocca.

Ciò porta ad un aumento in questo periodo delleproblematiche dentali: carie, ascessi, infiammazioni gengivali. Un modo per proteggere i propri denti, però, c’è ed è quello di evitare alcune cattive abitudini che possono compromettere la nostra salute orale.

La prima riguarda proprio la pulizia dei denti. Spesso infatti, quando siamo al mare, in giro per una città d’arte, o magari in montagna, dimentichiamo o non abbiamo la possibilità di lavare i denti. In questo caso, sarebbe opportuno bere parecchia acqua o magari rimediare con cibi in grado di pulire i nostri denti, come mele o carote crude, o perché no masticare chewing gum senza zucchero.

Un’altra cattiva abitudine è quella di rinfrescarsi e bere esclusivamente succhi di frutta, bibite zuccherate o energizzanti. In estate è più facile che si abbondi con questo genere di bevande, ma quello che bisogna ricordare è che sono proprio queste a causare carie e rovinare lo smalto dentale. Occhio quindi a non esagerare.

E sempre in tema di bevande, è molto facile che in estate ci si lasci andare più facilmente a cocktail o bibite con ghiaccio. Proprio in quest’ultimo caso, diverse persone hanno la cattiva abitudine di giocarci, provando a masticarlo. Non tutti però sanno quanto possa essere pericoloso per il proprio sorriso. Il ghiaccio infatti esercita una pressione sui denti, logorando e rovinandone lo smalto. Insomma, sarebbe opportuno mettere completamente da parte questa cattiva abitudine.

Non solo, chi è in partenza dovrebbe ricordare di portare sempre con sé un piccolo kit di emergenza con antidolorifico. E se possibile, sarebbe altrettanto opportuno effettuare una visita di controllo prima di partire, in modo da evitare brutte sorprese. 


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La bocca è lo specchio della salute: per questo i centri dentali hanno un ruolo importante come sentinelle della salute. Le infezioni orali sono oggi studiate molto attentamente perché attraverso complessi meccanismi possono portare a danni sistemici. Un’attenta cura delle infezioni del cavo orale può contribuire dunque a migliorare anche la terapia.

Ogni paziente dovrebbe avere la giusta consapevolezza dell’importanza di un controllo periodico per prevenire le malattie orali e risparmiare nel futuro, visto che la prevenzione permette di evitare interventi più costosi e invasivi.

Le prime forme di prevenzione da adottare sono un costante controllo e una particolare cura nella pulizia dei denti. I primi segni di disturbi gengivali includono rossore o gonfiore delle gengive, sanguinamento o comparsa di sangue dopo l’uso dello spazzolino, denti all’apparenza più lunghi e spazi più ampi tra i denti. Indipendentemente dalla comparsa o meno di questi sintomi, sarebbe necessario recarsi dal dentista e/o dell’igienista dentale due volte all’anno. Inoltre, seguendo i consigli dell’igienista, sarebbe auspicabile lavarsi i denti almeno due volte al giorno con una media di spazzolamento corretto di almeno 4 minuti, contro gli attuali 30 secondi che è riscontrato nella media della popolazione italiana. Come riscontrato dai professionisti del settore, l’igiene interdentale pulisce l’85% del cavo orale, mentre il semplice spazzolino solo il 60%.

Essere in grado di eseguire una valutazione del paziente non solo da un punto di vista della salute orale, ma anche in modo più ampio è ciò che si richiede oggi alla figura dell’igienista dentale. La missione di odontoiatri e igienisti è dunque quella di sensibilizzare sia i pazienti che la stessa classe medica, troppo spesso non a conoscenza di queste informazioni, al fine di creare percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari, condivisi con tutti gli operatori che gravitano all’interno delle professioni sanitarie.

IL VI CONGRESSO DELL’ISTITUTO STOMATOLOGICO TOSCANO: IL RISCHIO DIABETE NEL PAZIENTE ODONTOIATRICO – “L’odontoiatria nel paziente diabetico. Dalle correlazioni fra infezioni orali e diabete alle problematiche del trattamento nelle varie discipline odontoiatriche” è il tema scelto per il VI Congresso dell’Istituto Stomatologico Toscano che si è tenuto lo scorso gennaio a Viareggio (Lucca) – Presenze internazionali tra gli oltre 400 presenti e nutrita la partecipazione di specialisti dall’estero.

La salute orale ha in particolare una stretta correlazione con il diabete. Il tema del diabete, con tutte le sue correlazioni con le patologie odontoiatriche, rappresenta una delle più comuni malattie croniche ed è caratterizzata da una crescita inarrestabile in tutto il mondo, conseguente ai mutati stili di vita. In Italia i casi noti di diabete erano circa 1,5 milioni nel 1985 e si avvicinano ora ai 4 milioni, quindi sono più che raddoppiati in 30 anni. In soli 10 anni poi si è passati da una prevalenza del 5,1% (2007) all’attuale 6,4%, in altre parole si è avuto un incremento del 24%. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2040 il 10% della popolazione adulta mondiale soffrirà di diabete.

Il paziente diabetico è un soggetto che più facilmente degli altri sviluppa malattia parodontale, spesso con quadri molto aggressivi; inoltre, il paziente che soffre di diabete e ha sviluppato malattia parodontale ha, a sua volta, un maggiore rischio di sviluppare cardiopatia. La presenza di una malattia diabetica presenta poi implicazioni che investono tutte le terapie odontoiatriche e in modo particolare le infezioni del cavo orale.


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Le vacanze sono volate via insieme alla Befana, lasciando alle spalle giornate di festa, dolci e anche qualche chilo di troppo dovuto all’alimentazione sregolata. Per far tornare i bambini sui banchi di scuola in forma, e «rimettere in sesto» il loro intestino, la Società italiana di pediatria preventiva e sociale ( Sipps) ha stilato un serie di consigli utili per reimpostare l’alimentazione che, sottolineano gli esperti, deve basarsi sui quattro pasti principali. 

No ai digiuni forzati – raccomanda la Sipps – ma una ripresa progressiva dell’attività motoria e una cura nella preparazione dei pasti. «Innanzitutto bisogna seguire un’alimentazione semplice – afferma Giuseppe Di Mauro, presidente Sipps – non necessariamente ‘in biancò, ma caratterizzata da piatti poco conditi ed elaborati: spaghetti al pomodoro, bistecca o pesce ai ferri, oltre a pasta e fagioli e minestrone. Fondamentale è anche un giusto equilibrio tra alimenti animali e vegetali: sulla tavola devono sempre trovare posto frutta e verdura e se proprio non fossero graditi al bambino, seppure con una perdita delle fibre, queste fonti di nutrienti importantissimi possono essere proposte sotto forma di succhi e centrifugati, preparati in casa e consumati

La causa di eventuali disturbi – osservano gli esperti – va ricercata non solo nelle trasgressioni alimentari, ma anche nei numerosi virus circolanti, che possono creare problemi all’apparato digerente. Può anche succedere, ad esempio, che una classica indigestione alteri la flora batterica e renda l’intestino più vulnerabile nei confronti di eventuali patogeni. Oppure che un microrganismo, che inizialmente causa febbre, tosse e altri sintomi respiratori, possa favorire anche nausea, vomito, scariche liquide, interferendo sui processi digestivi.

«In presenza di disturbi – aggiunge Piercarlo Salari, pediatra responsabile del Gruppo di lavoro della Sipps per il sostegno alla genitorialità – è meglio che i pasti siano leggeri e frequenti piuttosto che radi e abbondanti. I grassi devono essere consumati in quantità ridotte per una questione calorica, perché rallentano e appesantiscono la digestione. Se poi l’assunzione di latte dovesse causare meteorismo o diarrea, la causa potrebbe essere legata a un deficit anche estemporaneo di lattasi, l’enzima che degrada il lattosio in due zuccheri semplici e più facilmente digeribili. In questo caso si può fare ricorso a un preparato, disponibile sotto forma di integratore alimentare, a base proprio di questo enzima». 

«Se i disturbi dovessero continuare e insinuare il sospetto di una reale intolleranza al lattosio, si può eseguire uno specifico test per la sua conferma. Non dimentichiamo l’importanza che riveste l’attività fisica, vero e proprio stimolo favorevole sulla motilità del tubo digerente, e l’assunzione di preparati probiotici, utili a ripristinare un assetto equilibrato della microflora intestinale. Infine, se si è stravolto il ritmo sonno-veglia sarà opportuno un recupero graduale degli orari tradizionali», conclude il pediatra.


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Lo sappiamo bene, non si vive di sola acqua, soprattutto nei momenti di festa, quando la tentazione di lasciarsi andare ad un bicchierino è tanta. Non serve negarsi questo piacere, bisogna però ricordare che il nostro corpo va idratato con tanta acqua soprattutto a ridosso delle grandi abbuffate. Novità in questo senso arrivano da Oltremanica, dove si è studiata la ricetta ideale per passare al meglio un felice Natale ed un inizio d’anno senza mal di testa, secondo la quale occorrerebbe bere molta acqua durante le feste. Per questo motivo dal British Bottled Water Producers, l’associazione che raggruppa le migliori industrie dell’acqua in bottiglia britanniche, giungono alcuni consigli di stagione per far sì che si possa brindare al meglio durante le feste natalizie.

Il parere degli esperti

“Anche solo un 2% di massa del corpo persa a causa della disidratazione può compromettere le prestazioni fisiche e mentali”, afferma Bridget Benelam, Senior Nutrition Scientist della British Nutrition Foundation (BNF), all’interno del suo studio “Introduction to hydration”. Benelam afferma che bere ogni giorno circa 8 bicchieri di liquidi, preferibilmente acqua, è un buon modo per mantenersi in forma mentalmente e fisicamente. Ma non sono solo questi i benefici; in questo periodo dell’anno idratarsi è uno dei modi migliori per mantenere sana la pelle, aiutando ad esempio ad affrontare lo sbalzo termico tra gli ambienti freddi esterni e quelli interni riscaldati. Bere bevande, meglio se non alcoliche, aiuta anche a dare una pelle dall’aspetto più luminoso. Inoltre, se si vuole evitare di accumulare calorie l’acqua in bottiglia è la scelta migliore.

Bottiglia sempre a portata di mano

Basandosi su studi e ricerche come quella della British Nutrition Foundation, i produttori britannici di acque in bottiglia hanno stilato alcune linee guida da seguire per ‘brindare’ in buona salute e magari scongiurare il mal di testa tipico del 1° gennaio. In primis, occorre assicurarsi di avere l’acqua in bottiglia sempre a portata di mano, soprattutto durante feste, i pasti pesanti, poco prima di andare a dormire e non appena ci si sveglia la mattina.

L’importanza dell’idratazione in inverno

Le vacanze natalizie giungono in uno dei momenti più freddi dell’anno. Per questo – secondo quanto afferma il British Bottled Water Producers – occorre continuare a bere con regolarità, in particolare 8 bicchieri di acqua al giornoL’acqua in bottiglia contiene minerali utili, non ha al suo interno né calorie né sostanze chimiche dannose. Berla aiuta il cuore, rende la pelle luminosa, contribuisce a mantenere sani i denti e al tempo stesso – sempre secondo quanto riportato – garantisce che il girovita resti come dovrebbe.

I bambini

Il Natale è una festa che rende felici soprattutto i bambini, una categoria che ha ancora più bisogno di liquidi, in proporzione al loro peso corporeo, rispetto agli adulti. Non sono solo i grandi quindi a trarre benefici dall’avere scorte di acqua in casa questo Natale. Secondo Vanessa ShawHead of Dietetics del Great Ormond Street Hospital for Children, il rischio di disidratazione sarebbe più alta nei bambini. Come affermato nel suo studio “Hydration in infants and children”, i più piccoli hanno bisogno di ‘apprendere’ come bere per imparare i vantaggi della corretta idratazione.

L’acqua fa bene ai nostri denti

L’acqua, in particolare quella minerale, perché microbiologicamente pura, priva di calorie, e per il tenore in minerali in essa contenuti, è, invece, particolarmente indicata. Grazie a preziosi elementi, come Calcio e fluoro, infatti, favorisce un incremento dei valori medi del PH salivare, e questo aumento garantisce una maggiore protezione alla nostra dentatura. Inoltre questi importanti sali minerali, la cui  carenza o eccesso possono alterare, anche gravemente, il normale equilibrio dell’organismo, favoriscono anche un sano sviluppo dei denti e rinforzano lo smalto, che contribuisce a rendere il colore che percepiamo dei nostri denti più o meno bianco.

Lo smalto è infatti costituito per il 96% da composti di calcio, il cui fabbisogno quotidiano varia in base all’età ed alle condizioni fisiologiche da 0,5 a 1,5 grammi al giorno. La quantità ottimale di fluoro è invece di 0,7 mg/l ed è noto soprattutto per il ruolo svolto nella prevenzione della carie dentaria. Oltre che nelle acque minerali il calcio è presente in particolar modo nel latte e nei suoi derivati, nei cavoli e in generale nelle verdure, nella frutta, nei legumi secchi e nelle noci, mentre il fluoro può essere assunto anche attraverso le uova, i formaggi, il salmone, i frutti di mare e il the nero. 

Quindi per una dentatura smagliate, oltre ad un’ottima igiene orale, anche una corretta Alimentazione e idratazione possono venire in nostro aiuto, favorendo la salute dei nostri denti e quindi permettendoci di sorridere liberamente in ogni occasione.


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