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Le sedute di igiene orale aiutano a invecchiare bene e a prevenire, negli anziani, il rischio di infezioni alle protesi degli arti e delle valvole cardiache.

A mettere in guardia, una revisione di studi pubblicata sul Journal of the American Geriatrics Society, mentre proprio si celebra la prima Giornata Nazionale della Parodontite e la Giornata mondiale degli Anziani.
  La salute orale è importante a tutte le età, ma i ricercatori della University of Connecticut, negli Stati Uniti, si sono concentrati sugli over 65. In questa fascia di età oltre il 64% delle persone presenta parodontite, grave infezione delle gengive che distrugge l’osso che sostiene i denti. Questa condizione aumenta a sua volta il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, ma non solo. In chi ne soffre, la pulizia con lo spazzolino può causare il rilascio nel flusso sanguigno di batteri presenti nel cavo orale, con il rischio di diffusione di infezioni in altre parti del corpo, in particolare alle protesi degli arti e delle valvole cardiache.

“Questo studio – precisa il coautore Sree Raghavendra, assistente professore presso la Facoltà di Medicina Dentale della UConn – è un primo esempio di vera collaborazione interprofessionale, che sottolinea l’importanza per tutto il team di assistenza sanitaria di collaborare per prendersi cura della popolazione geriatrica”.

Tutti gli anziani, concludono gli autori, dovrebbero avere almeno ogni due anni una pulizia dentale eseguita da un igienista e una valutazione della salute orale dal dentista.”Tali controlli però, diventano sempre meno frequenti man mano che si va avanti con l’età – spiega Luca Landi, presidente eletto della Società Italiana di Parodontologia (SIdP) – soprattutto per alcune categorie di pazienti, come quelli con demenza e quelli che vivono in case di cura e strutture residenziali per anziani”. E’ proprio in questa delicata fase della vita, invece, prosegue, “che l’attenzione in materia dovrebbe aumentare perché gli anziani sono più soggetti al rischio che l’infezione batterica passi dalla bocca ad altre aree del corpo. La parodontite, se non trattata, causa inoltre la perdita dei denti e può diminuire la capacità di masticare, portando a malnutrizione”. (ANSA).


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Tutti vogliono un sorriso bianco brillante e una delle conseguenze è che negozi online e supermercati si stanno adattando a questa tendenza offrendo una varietà di kit di sbiancamento dei denti. La promessa di un sorriso hollywoodiano in breve tempo può essere piuttosto allettante. Tuttavia, prima di acquistare un kit bisogna chiedersi i kit di sbiancamento a casa sono efficaci e, cosa più importante, sono sicuri da usare? 

La verità è che nessun kit potrà mai avere l'efficacia e la sicurezza di un trattamento svolto dal tuo dentista di fiducia.

Prima di procedere con qualsivoglia metodica di sbiancamento, è necessario eseguire un'accurata pulizia dentale (o detartrasi, che dir si voglia), allo scopo di rimuovere tartaro, placca ed eventuali pigmentazioni esterne.
La presenza di carietartaro o gengiviti impone una preventiva risoluzione del problema. L'intervento, inoltre, è sconsigliato ai ragazzi di età inferiore ai 14 anni e alle donne in gravidanza o in periodo di allattamento.

Lo sbiancamento dentale professionale quindi è da preferirsi alla cura fai da te per una ragione semplice e immediata: la cura è più duratura ed efficace a qualsiasi intervento domestico a base di rimedi naturali possa venire in mente di utilizzare ed è attentamente monitorata dal dentista.


Ma perché i denti si ingialliscono o si macchiano?
La maggior parte delle persone nasce con denti color avorio, ma esistono varie sfumature naturali, che vanno dal giallo al grigio. Il colore dei tuoi denti è determinato dal tuo DNA, nello stesso modo in cui esso definisce il colore degli occhi o dei capelli. Mentre una tonalità gialla non è segno di una cattiva igiene orale, le macchie gialle sono generalmente causate da cattive abitudini. Diamo un'occhiata ad alcune delle cause più comuni di scolorimento dei denti.
Scarsa igiene dentale
L'accumulo di placca è una delle principali cause delle macchie sui denti. Assicurati di lavarti i denti almeno due volte al giorno, di utilizzare il filo interdentale almeno una volta al giorno e di risciacquare con un collutorio antisettico per rimuovere i batteri e prevenire la placca e il tartaro.
Danni allo smalto dentale
I denti ingialliscono con l'età man mano che lo smalto si indebolisce lasciando esposta la dentina sottostante, una sostanza più scura che costituisce la maggior parte del dente. Puoi prevenire i danni allo smalto utilizzando una cannuccia per sorseggiare le bevande acide, riducendo i cibi acidi e utilizzando ogni giorno spazzolino, filo interdentale e collutorio.
Cibi e bevande
Lo smalto presenta delle fessure minuscole che possono trattenere microparticelle di cibo e bevande. Caffè, vino, tè e frutti di bosco sono particolarmente ricchi di tannino, cromogeni e acidi, tutte sostanze che si attaccano allo smalto e ne causano lo scolorimento. Cerca di limitarne l'assunzione e sciacqua la bocca con abbondante acqua dopo aver consumato cibi e bevande acidi. Ancora più importante, lavati i denti due volte al giorno e vai dal dentista regolarmente.
Tabacco da masticare e fumo
Il tabacco contiene nicotina e catrame, che si attaccano allo smalto dei denti e ne provocano lo scolorimento. Smettere di fumare migliorerà la tua salute in generale e l'aspetto dei tuoi denti.
Effetti indesiderati dei farmaci
Alcuni antibiotici, come la tetraciclina e la doxiciclina, sono noti per scolorire i denti nei bambini. Anche gli antistaminici, i farmaci antipsicotici e i farmaci per l'ipertensione possono portare a decolorazione: è una buona idea consultare il proprio medico prima di assumerli.


Quindi, prevenire è meglio che curare: apportando alcuni semplici cambiamenti alla vita di tutti i giorni, potrai evitare le macchie e lo scolorimento dei denti. Ad ogni modo, se i vostri denti sono ingialliti o macchiati e volete porre rimedio, con una bella visita al Centro Dentale potrete essere consigliati professionalmente su come meglio intervenire.

Un ultimo consiglio se proprio non volete abbandonare il "fai da te" vogliamo darvelo.
Se proprio volete provare un prodotto naturale che non ha controindicazioni, c'è l'olio di cocco: un cucchiaio alla mattina, prima di lavarsi i denti, da tenere in bocca 10 minuti e poi sputare (non da ingerire): alla lunga dà buoni risultati.

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Scegliere il dentifricio giusto tra le decine e decine che troviamo al supermercato o in farmacia è diventata un’impresa. Costi differenti corrispondono a proprietà ed efficacia differenti? Se vi sentite confusi dagli ingredienti e non sapete come scegliere, è bene sapere quali sono i componenti e la loro funzione, in modo da agevolarvi a decidere quale sia il prodotto migliore per i vostri denti e le vostre gengive.

Fluoro

Il fluoro è un ingrediente attivo presente praticamente in tutti i dentifrici: è un minerale naturale che aiuta a ridurre il decadimento dei denti e a rinforzare lo smalto.

La quantità di fluoro contenuta in un dentifricio è la cosa più importante: la maggior parte dei prodotti contengono fino al 0,15% di fluoro, ma se desiderate qualcosa di più forte potete chiedere in farmacia.

Abrasivi

Una delle principali ragioni per usare un dentifricio è quella di coadiuvare l’azione dello spazzolino. Se il dentifricio contiene sostanze un po’ granulose queste possono svolgere una funzione abrasiva e rimuovere la placca e le macchie superficiali in maniera più efficace.

La maggior parte dei prodotti contiene almeno una sostanza abrasiva: ossidi di alluminio idrati, bicarbonato di sodio, carbonato di sodio o silicati idrati.

Alcuni dentifrici contengono microgranuli, ovvero piccole palline di plastica che vengono aggiunte con funzione abrasiva. I microgranuli non vengono filtrati dagli impianti di depurazione delle città e finiscono direttamente in fiumi e mari. Per questo sono sostanze molto inquinanti e con un forte impatto sulla vita marina. Alla luce di questo effetto collaterale anti-ecologico molte case produttrici non li usano più, ma nel dubbio sarebbe meglio che evitaste questo ingrediente nel vostro dentifricio.

Detergenti

Il laurilsolfato di sodio (SLS) è il detergente più utilizzato nei dentifrici. I detergenti servono a rendere i dentifrici schiumosi e aiutano a pulire i denti rimuovendo i grassi e lo sporco che non vengono rimossi solo dall’acqua (come il grasso, ecc.) grazie alle loro proprietà tensioattive.

Le persone che soffrono di ulcere o che hanno gengive molto sensibili e tendenti a sanguinare dovrebbero provare a cercare un prodotto senza SLS: uno studio dell’Università di Oslo realizzato recentemente ha rilevato circa il 60% di diminuzione dei problemi di sanguinamento una volta smesso di usare dentifrici contenenti SLS.

Umettanti (agenti idratanti)

I prodotti idratanti sono utilizzati per mantenere un dentifricio morbido ed evitare che si secchi. Ingredienti con questa funzione sono tipicamente il glicerolo, il sorbitolo e l’acqua. Il sorbitolo svolge contemporaneamente anche la funzione di addolcire il sapore del dentifricio e ha proprietà lassative se consumato in grandi quantità (anche se questo è improbabile nel caso dell’uso che fate normalmente di un dentifricio). Dovreste stare attenti però se siete affetti da intolleranza al fruttosio (un problema ereditario raro, ma non sconosciuto).

Agenti antibatterici

Alcuni dentifrici contengono Triclosan come antibatterico: aiuta a debellare alcuni batteri dannosi per la placca che sono la causa di problemi comuni come la gengivite.

Coloranti e aromi

Aromi e coloranti sono sostanze che vengono aggiunte per migliorare l’aspetto e il sapore di un dentifricio. Nella maggior parte dei casi sono: saccarina, aspartame o xilitolo.

Conservanti

I conservanti sono ingredienti che servono a prevenire lo sviluppo di microorganismi nel dentifricio quando viene conservato a lungo. Questo ci permette di non tenere il nostro dentifricio in frigorifero. I tipici conservanti utilizzati dai produttori sono: benzoato di sodio, metil parabene, etil parabene. Alcuni dentifricio biologici contengono l’acido citrico come conservante, ma un contenuto troppo elevato di questa sostanza potrebbe causare problemi allo stomaco e in alcuni casi diarrea.

Addensanti

Sono ingredienti aggiunti per dare la giusta consistenza ai dentifrici che così possono essere facilmente spremuti da un tubetto: gomma di xantano, gomma di cellulosa o di guar.

Altri ingredienti degni di nota:

Soda – è un ingrediente che si ritrova solo in alcuni dentifrici e che serve a rimuovere le macchie dai denti e a neutralizzare le sostanze responsabili dei cattivi odori nell’alito.

Perossidi – il perossido di idrogeno è uno dei prodotti sbiancanti più diffusi ed è spesso utilizzato in combinazione con la soda nei dentifrici specializzati nell’ottenere denti più bianchi.

Agenti desensibilizzanti – il nitrato di potassio e il cloruro o acetato di stronzio sono spesso ingredienti di dentifrici che sono orientati a diminuire la sensibilità dentale.


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In estate e in vacanza è più difficile prendersi cura dei propri denti. L’igiene orale può essere trascurata e, trovandosi lontani da casa e dal proprio dentista di fiducia, si finisce per mettere da parte la salute della propria bocca.

Ciò porta ad un aumento in questo periodo delleproblematiche dentali: carie, ascessi, infiammazioni gengivali. Un modo per proteggere i propri denti, però, c’è ed è quello di evitare alcune cattive abitudini che possono compromettere la nostra salute orale.

La prima riguarda proprio la pulizia dei denti. Spesso infatti, quando siamo al mare, in giro per una città d’arte, o magari in montagna, dimentichiamo o non abbiamo la possibilità di lavare i denti. In questo caso, sarebbe opportuno bere parecchia acqua o magari rimediare con cibi in grado di pulire i nostri denti, come mele o carote crude, o perché no masticare chewing gum senza zucchero.

Un’altra cattiva abitudine è quella di rinfrescarsi e bere esclusivamente succhi di frutta, bibite zuccherate o energizzanti. In estate è più facile che si abbondi con questo genere di bevande, ma quello che bisogna ricordare è che sono proprio queste a causare carie e rovinare lo smalto dentale. Occhio quindi a non esagerare.

E sempre in tema di bevande, è molto facile che in estate ci si lasci andare più facilmente a cocktail o bibite con ghiaccio. Proprio in quest’ultimo caso, diverse persone hanno la cattiva abitudine di giocarci, provando a masticarlo. Non tutti però sanno quanto possa essere pericoloso per il proprio sorriso. Il ghiaccio infatti esercita una pressione sui denti, logorando e rovinandone lo smalto. Insomma, sarebbe opportuno mettere completamente da parte questa cattiva abitudine.

Non solo, chi è in partenza dovrebbe ricordare di portare sempre con sé un piccolo kit di emergenza con antidolorifico. E se possibile, sarebbe altrettanto opportuno effettuare una visita di controllo prima di partire, in modo da evitare brutte sorprese. 


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Tenere la bocca aperta mentre si dorme abbassa il pH del cavo orale, e l’acidità che ne deriva, oltre a impattare negativamente sullo smalto dei denti, favorisce lo sviluppo di altre patologie ed irritazioni.

Le persone che russano o che respirano con la bocca quando dormono rischiano più facilmente la carie e altre patologie del cavo orale. Lo ha sottolineato il professor Lorenzo Breschi, docente presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna e presidente dell’Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa (Aic). Chi rischia di più sono soprattutto i bambini, dato che ammalandosi spesso di raffreddore, allergie e altre patologie respiratorie spesso respirano a bocca aperta, a causa dell’ostruzione delle vie nasali.

Ma perché tenere la bocca aperta mentre si dorme mette in pericolo la salute dei denti? La ragione risiede nel crollo del pH del cavo orale, come ha indicato lo stesso Breschi: “il fisiologico pH del cavo orale cala in modo significativo portando ad un netto aumento dell’acidità della bocca. E un ambiente più acido favorisce l’erosione e l’indebolimento dello smalto, anticamera dello sviluppo della carie”. L’impatto negativo è estremamente elevato, considerando che le persone che russano o che soffrono della fastidiosa sindrome da apnea notturna o SASH hanno un rischio del 37 percento superiore di sviluppare la carie

Mantenendo la bocca chiusa il cavo orale si mantiene umido grazie al sottile strato di saliva che lo ricopre, il cui ruolo non è soltanto quello di ‘bagnarlo’. La soluzione contiene infatti enzimi, anticorpi e sali minerali che proteggono i denti bilanciando il pH, rinnovando la mineralizzazione dello smalto e tenendo lontani gli agenti patogeni grazie all’azione antibatterica. Se si dorme a bocca aperta lo strato di saliva evapora, l’acidità sale sensibilmente e il cavo orale resta alla mercé di batteri e di altre problematiche. “La secchezza orale quindi contribuisce a far salire i livelli di acidità e altera la flora batterica, favorendo, oltre alle carie anche la comparsa di irritazioni, stomatiti, afte e infiammazioni gengivali”, ha sottolineato il professor Breschi. Per questo, conclude l’esperto, trattare le patologie legate ai disturbi del sonno è fondamentale per proteggere anche la salute orale, sebbene queste patologie vengano scarsamente diagnosticate.


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Il ricorso all’apparecchio è consigliato non solo per allineare i denti, ma anche per risolvere malocclusioni, legate a un anomalo rapporto tra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore. Ecco alcuni esempi di malocclusioni che possono richiedere il ricorso a una terapia ortodontica:
1) morso aperto: gli incisivi superiori non contattano quelli inferiori quando la bocca è chiusa (rimane un’apertura tra le arcate);
2) morso profondo: a bocca chiusa gli incisivi dell’arcata superiore coprono in modo eccessivo o completamente quelli dell’arcata inferiore;
3) progenismo della mandibola: sporgenza in avanti dell’osso mandibolare. Nei casi più gravi è presente un morso inverso anteriore;
4) overjet aumentato: i denti superiori sono spostati molto in avanti rispetto agli inferiori (i cosiddetti «denti a coniglietto»);
5) crossbite: malocclusione associata al palato stretto, in cui i denti inferiori «chiudono» in posizione più esterna rispetto ai superiori.

Tratto dal Corriere .it

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La bocca è lo specchio della salute: per questo i centri dentali hanno un ruolo importante come sentinelle della salute. Le infezioni orali sono oggi studiate molto attentamente perché attraverso complessi meccanismi possono portare a danni sistemici. Un’attenta cura delle infezioni del cavo orale può contribuire dunque a migliorare anche la terapia.

Ogni paziente dovrebbe avere la giusta consapevolezza dell’importanza di un controllo periodico per prevenire le malattie orali e risparmiare nel futuro, visto che la prevenzione permette di evitare interventi più costosi e invasivi.

Le prime forme di prevenzione da adottare sono un costante controllo e una particolare cura nella pulizia dei denti. I primi segni di disturbi gengivali includono rossore o gonfiore delle gengive, sanguinamento o comparsa di sangue dopo l’uso dello spazzolino, denti all’apparenza più lunghi e spazi più ampi tra i denti. Indipendentemente dalla comparsa o meno di questi sintomi, sarebbe necessario recarsi dal dentista e/o dell’igienista dentale due volte all’anno. Inoltre, seguendo i consigli dell’igienista, sarebbe auspicabile lavarsi i denti almeno due volte al giorno con una media di spazzolamento corretto di almeno 4 minuti, contro gli attuali 30 secondi che è riscontrato nella media della popolazione italiana. Come riscontrato dai professionisti del settore, l’igiene interdentale pulisce l’85% del cavo orale, mentre il semplice spazzolino solo il 60%.

Essere in grado di eseguire una valutazione del paziente non solo da un punto di vista della salute orale, ma anche in modo più ampio è ciò che si richiede oggi alla figura dell’igienista dentale. La missione di odontoiatri e igienisti è dunque quella di sensibilizzare sia i pazienti che la stessa classe medica, troppo spesso non a conoscenza di queste informazioni, al fine di creare percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari, condivisi con tutti gli operatori che gravitano all’interno delle professioni sanitarie.

IL VI CONGRESSO DELL’ISTITUTO STOMATOLOGICO TOSCANO: IL RISCHIO DIABETE NEL PAZIENTE ODONTOIATRICO – “L’odontoiatria nel paziente diabetico. Dalle correlazioni fra infezioni orali e diabete alle problematiche del trattamento nelle varie discipline odontoiatriche” è il tema scelto per il VI Congresso dell’Istituto Stomatologico Toscano che si è tenuto lo scorso gennaio a Viareggio (Lucca) – Presenze internazionali tra gli oltre 400 presenti e nutrita la partecipazione di specialisti dall’estero.

La salute orale ha in particolare una stretta correlazione con il diabete. Il tema del diabete, con tutte le sue correlazioni con le patologie odontoiatriche, rappresenta una delle più comuni malattie croniche ed è caratterizzata da una crescita inarrestabile in tutto il mondo, conseguente ai mutati stili di vita. In Italia i casi noti di diabete erano circa 1,5 milioni nel 1985 e si avvicinano ora ai 4 milioni, quindi sono più che raddoppiati in 30 anni. In soli 10 anni poi si è passati da una prevalenza del 5,1% (2007) all’attuale 6,4%, in altre parole si è avuto un incremento del 24%. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2040 il 10% della popolazione adulta mondiale soffrirà di diabete.

Il paziente diabetico è un soggetto che più facilmente degli altri sviluppa malattia parodontale, spesso con quadri molto aggressivi; inoltre, il paziente che soffre di diabete e ha sviluppato malattia parodontale ha, a sua volta, un maggiore rischio di sviluppare cardiopatia. La presenza di una malattia diabetica presenta poi implicazioni che investono tutte le terapie odontoiatriche e in modo particolare le infezioni del cavo orale.


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Quali sono i cibi che non dovrebbero mai mancare sulla tavola per mantenere intatti la bellezza e il benessere del sorriso? Innanzitutto latte e derivati che, per il loro elevato contenuto in calcio, proteggono la salute dei denti, la cui struttura è prevalentemente composta proprio da questo minerale. L’importante è avere l’accortezza di ricorrere allo spazzolino dopo il consumo per eliminare i residui di lattosio, zucchero che si deposita sullo smalto e alimenta la flora batterica del cavo orale. Via libera anche alle verdure a foglia larga, come bieta e spinaci, e all’insalata, che stimolano la salivazione e aiutano a pulire la bocca. Allo stesso scopo è molto utile la frutta croccante e ricca di fibre, come la mela, oltre ai frutti di bosco che contengono sostanze antibatteriche capaci di ridurre i depositi di placca dell’80% (purché assunti senza zucchero). 
Sedano e carote sono uno snack ‘spezza fame’ adatto alla stagione calda: idratano e al tempo steso eliminano la placca, mentre rapanellipomodoricrescione e ciliegie contengono fluoro che rinforza lo smalto dentario.  
Per quel che riguarda le proteine, si tratta di composti fondamentali per le strutture di sostegno della bocca: la carne bianca, il pesce e i legumi, in particolare i fagioli, contengono ferro e magnesio utili alla salute di denti e gengive, mentre sul fronte carboidrati è bene prediligere quelli integrali, che richiedono una masticazione più lunga rispetto a quella necessaria per i prodotti raffinati; non solo: pane e pasta bianchi e i prodotti da forno industriali aumentano i depositi di placca e la formazione di tartaro.  
Anche un bicchiere di vino rosso a pasto aiuta a tenere in forma il sorriso: i polifenoli di cui è ricco sono i grado di inibire la capacità dei batteri di aderire alla superficie dentale. Proprietà molto preziosa, dal momento che la carie è determinata da un’eccessiva proliferazione dei batteri naturalmente presenti nel cavo orale.


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