Notizie, consigli utili, informazioni utili alla salute dei tuoi denti

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Lavare i denti è importante. È raccomandato farlo come minimo due volte al giorno e per ottenere un buon risultato è bene spazzolarli per almeno 2 minuti. Anche l’utilizzo del dentifricio è importante: il 90-95% delle preparazioni dentifricie contengono fluoro, un minerale che aiuta a prevenire carie, rallentando la distruzione dello smalto e favorendone la rimineralizzazione. Ma quanto dentifricio bisogna usare? Qual è la quantità giusta di dentifricio da mettere sullo spazzolino?

Molto probabilmente ne stai usando troppo! Il baffo di dentifricio che copre in interamente le setole dello spazzolino, così come siamo abituati a vedere nelle pubblicità dei produttori di dentifrici è, a detta degli esperti, una quantità esagerata, inutile per gli adulti e perfino dannosa per i bambini.

Il CDC (Centers for Desease Control and Prevention), organismo di controllo della sanità pubblica negli Stati Uniti d’America, raccomanda, per i bambini di età dai 2 ai 3 anni, l’utilizzo di dentifricio al fluoro in una quantità corrispondente alla dimensione di un chicco di riso; si può raggiungere una quantità pari alle dimensioni di un pisello per i bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni; per i bambini di età inferiore ai due anni il dentifricio al fluoro non andrebbe usato (se non dopo un consulto con un dentista). Questo perché un dosaggio eccessivo di fluoro nei bambini può condurre alla fluorosi dentale, ossia un’alterazione del colore dello smalto (si formano delle macchie permanenti) per via dell’eccessiva disponibilità di fluoruro durante l’amelogenesi, vale a dire durante la formazione dello smalto dentale.

Negli adulti non si corre lo stesso rischio, giacché i denti non sono più nella fase di sviluppo, ma una quantità di dentifricio pari alle dimensioni di un pisello rimane più che sufficiente ad una pulizia adeguata. Utilizzarne di più è solo uno spreco!

Aggiungiamo che utilizzare molto dentifricio può recare una falsa sensazione di pulito dovuta al sapore di menta che riempie la bocca e mascherare la presenza di placche non eliminate. Inoltre, avere troppa schiuma in bocca porta a terminare il processo di pulizia prima dei 2 minuti raccomandati.

Insomma, puoi tranquillamente ridurre la quantità di dentifricio che usi e concentrati su quello che è davvero importante: spazzolare bene. Risparmierai denaro e farai bene all’ambiente!


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Il sistema Invisalign è studiato per permettere una elevata prevedibilità dei movimenti dentali e della durata del trattamento.

Tutte le caratteristiche del sistema Invisalign sono progettate per far sì che tu possa esprimere tutta la bellezza del tuo sorriso. Per questo molte persone in tutto il modo hanno trasformato il proprio sorriso con gli aligner Invisalign rimovibili e quasi invisibili.

Sono un rimedio personalizzato per l’allineamento graduale dei denti. Ciascun singolo movimento migliora il sorriso, in modo delicato.

Al Centro Dentale di Tolmezzo elaboriamo il piano di trattamento completo, dalla posizione iniziale dei denti fino alla posizione finale desiderata. Realizziamo quindi una serie di aligner trasparenti su misura, per i tuoi denti (e solo per loro), in modo da farli spostare gradualmente. Ciascun aligner viene indossato per circa due settimane prima di essere sostituito dalla serie successiva, finché non si raggiunge la posizione finale stabilita.


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L’estate è arrivata e le abitudini instaurate durante l’anno vengono stravolte, comprese quelle alimentari e quelle legate alla salute dentale. Ecco alcuni utili suggerimenti per la salute orale durante l’estate che ti aiuteranno a proteggere i denti da danni a lungo termine ed emergenze dentali.

1) Conserva una regolare igiene orale

Lavare i denti due volte al giorno e usare il filo interdentale o lo scovolino quotidianamente è importante in estate come in qualsiasi altra stagione dell’anno. Ma con le vacanze, le giornate passate in spiaggia o in gita lontano da casa, è fondamentale ricordarsi di rispettare una sana igiene orale. Quindi ricordati di mettere in valigia lo spazzolino (magari da viaggio), il dentifricio e il filo e di trasportarli in un contenitore separato da creme e altri prodotti, per evitare possibili contaminazioni batteriche. Se non hai gli strumenti adatti a portata di mano, masticate una gomma da masticare: vi consentirà di mantenere la bocca pulita, incrementando la produzione di saliva.

2) Evita una prolungata esposizione al Sole

È ormai noto che l’eccessiva esposizione ai raggi solari (Uv) aumenta le probabilità di sviluppare tumori alla pelle, seppur non in tutti i soggetti e in determinate condizioni cliniche. I rischi riguardano anche la salute dentale, i raggi ultravioletti e il caldo molto forte possono infatti favorire la proliferazione dei batteri, la comparsa di infiammazioni e quindi di mal di denti e gengiviti. Questo però non deve scoraggiarti dal prendere un po’ di sole in spiaggia, magari lontano dalle ore di punta, ricorda infatti che i raggi solari aiutano a disporre di un’adeguata quantità di vitamina D, importantissima per tutto l’organismo.

3) Evita il consumo eccessivo di bevande acide e zuccherate

In vacanza spesso si tende a consumare una maggior quantità di bevande contenenti molti zuccheri come gli alcolici o i succhi di frutta, oppure bevande gassate. Questi alimenti possono danneggiare lo smalto dentale e aumentare il rischio di carie, a maggior ragione se si è fuori casa e non si hanno gli adeguati strumenti di pulizia dentale. Quindi consumatele ma con moderazione, curando la vostra igiene orale e preferendo magari alimenti a cui non sono stati aggiunti zuccheri. Ricordati anche di bere molta acqua: aiuta a mantenere il corpo idratato e ad eliminare i batteri che causano la placca e l’alitosi. Un consiglio: secondo alcuni studi scientifici il tè verde aiuterebbe a contrastare i batteri nocivi per i denti e ad evitare le infezioni gengivali, quindi un’ottima abitudine potrebbe essere quella di berlo ogni giorno magari dopo averlo raffreddato con un cubetto di ghiaccio.

4) Mangia frutta e verdura di stagione

Mangiare frutta e verdura, oltre ad apportare benefici a tutto l’organismo, consente di rafforzare i denti e la loro mineralizzazione. Meloni, nespole, albicocche, ravanelli, pomodori e pesche ad esempio contengono il fluoro e aiutano a quindi rinforzare la struttura dentale; i frutti di bosco contengono sostanze antibatteriche capaci di ridurre il deposito di placca dell’80%, stessa cosa per le carote e il sedano. Per quanto riguarda le proteine, la carne bianca, il pesce e i legumi (i fagioli soprattutto) contengono ferro e magnesio utili alla salute delle gengive.

5) Prenota un controllo dentistico post vacanze

Un altro consiglio che in quanto medici abbiamo il dovere di dare ai nostri pazienti è quello di fissare in anticipo un controllo dentale completo da svolgere al ritorno dalle vacanze estive. Proprio perché le abitudini sono spesso stravolte, è importante controllare lo stato di salute dei tuoi denti. Settembre o ottobre, o magari qualche giorno prima che ricominci la tua attività lavorativa o l’attività scolastica dei tuoi figli, potrebbero essere un ottimo momento per sottoporsi a quella visita dentistica o a quella pulizia dentale professionale che da tempo avevi intenzione di prenotare. Puoi chiamare il Centro Dentale di Tolmezzo allo 0433 466451 e fissare un appuntamento nel tuo momento migliore.


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Sono ancora troppi i bambini italiani che soffrono di mal di denti, complice forse la disattenzione all’igiene orale e alla salute della bocca. Secondo i risultati della ricerca globale,  in Italia il 53% dei bambini ha sofferto di disturbi del cavo orale, come la carie; il 31% dei giovani intervistati dichiara di aver sofferto un fastidio di natura moderata o grave. Ma la routine di igiene orale quotidiana risulta spesso un ‘peso’, così per il 9% dei genitori dare la possibilità di saltare la pulizia dei denti prima di andare a dormire equivale a un ‘premio’ o una ricompensa per il figlio.

Ideata per comprendere il rapporto tra le persone, l’igiene orale e la prevenzione, l’indagine – condotta su un campione di 4.000 persone (bambini, ragazzi e genitori) in 8 Paesi tra cui l’Italia – evidenzia come sia ancora in salita la strada della prevenzione e siano ancora frequenti diversi comportamenti a rischio. Sia i genitori che i bambini affermano che spazzolare i denti rappresenti il loro gesto quotidiano più importante (7 bambini su 10 confermano che lavarsi i denti è una routine consolidata e 9 su 10 dichiarano di lavarsi i denti più di 2 volte al giorno), ma la realtà è un’altra: risulta, infatti, che alcuni genitori “ricompensino” i figli, permettendo loro di saltare la pulizia dei denti prima di andare a dormire, con conseguenze importanti per la salute orale.

Nella vita dei bambini e delle bambine i rituali, tra i quali a pieno titolo rientra l’igiene personale e orale, rappresentano dei momenti regolari e costanti che li accompagnano nella crescita e nella consapevolezza di far parte di una comunità che si caratterizza per comportamenti e regole. ‘igiene, il benessere e la cura di bambini e bambine sono bisogni primari inderogabili e non devono essere oggetto di scambio e meno che mai motivo di premi o di sanzioni.

Possiamo certamente ragionare in termini di rinforzo positivo utilizzando semplici formule: ‘Hai imparato davvero bene a lavarti i denti da solo. Sono molto contenta’, o ‘Presto dovremo comprare uno spazzolino nuovo, hai già pensato quale colore ti piacerebbe?’. I bambini vanno accompagnati a fare da soli, lasciando che si bagnino un po’ o che si spalmino del dentifricio sul pigiama pulito. Se sapremo tollerare qualche errore di percorso, questo permetterà ai nostri piccoli di avvicinarsi serenamente all’obiettivo, senza ansie, premi o punizioni.

Approfondendo i risultati della ricerca, si scopre poi che i bambini a cui è consentito andare a letto senza lavarsi i denti sono quelli che soffrono di più per la cattiva igiene orale; solo il 36% dei bambini viene accompagnato dai genitori dal dentista per un check-up di routine; il 64% dei bimbi viene portato dal dentista solo dopo che i problemi si sono già presentati. Sono i genitori, dunque, la chiave della prevenzione.


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Oggi più che mai garantire la tutela della salute dei nostri pazienti e dei nostri operatori è in cima alle nostre priorità. Per questo abbiamo scelto di effettuare una costante applicazione di rigidi protocolli di decontaminazione, disinfezione e sterilizzazione che garantiscono l’accesso alle cure in tutta tranquillità e sicurezza
Durante l’applicazione di tutte le procedure operative vengono adottate le precauzioni di base stabilite da linee guida nazionali e internazionali. Tutti gli operatori del nostro studio utilizzano dispositivi di protezione individuale (mascherine, occhiali, schermi, cuffie, sopracamici, camici, guanti in lattice) in linea con le disposizioni ministeriali, hanno una conoscenza profonda dei protocolli e delle procedure di sterilizzazione e le applicano costantemente.
Un’attenzione particolare viene da noi adottata anche per tutti gli ambienti del Centro Dentale, la cui sanificazione viene ottenuta mediante un presidio ecologico naturale, l’Ozono.
Il trattamento all’ozono per la sanificazione e la disinfezione è una pratica approvata dal Ministero della Sanità che, con protocollo del 31 Luglio 1996 n°24482, ha riconosciuto l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore, muffe ed acari, indicando questa procedura come “Presidio naturale per la sterilizzazione d’ambienti” e promuovendola come metodologia economica, naturale al 100% e soprattutto altamente ecologica.

L’ozono è un gas più pesante dell’aria che si diffonde negli ambienti penetrando nei tessuti in profondità dove si annidano batteri e allergeni, e raggiungendo anche i punti più nascosti, più difficilmente raggiungibili, impossibili da igienizzare a fondo con le normali procedure. In questo modo è in grado di disinfettare perfettamente gli ambienti senza l’utilizzo di detergenti chimici, attraverso la sua naturale forza ossidante. Terminato il trattamento, l’ozono si riconverte in ossigeno senza lasciare alcun residuo tossico o chimico.

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Una caccia al tesoro, fantasiosi esercizi di respirazione, la ricerca del proprio spazio in casa. Dieci giochi semplicissimi da mettere in pratica per ridurre lo stress in casa

E’ evidente che la quarantena possa avere degli effetti non piacevoli nei bimbi: disturbi del sonno, irritabilità, tristezza, aggressività o regressione. I bambini sono tutti diversi e ognuno reagisce a suo modo. Chi è più resiliente, chi si adatta meglio a questa nuova vita con mamma o papà, chi ha tanta nostalgia di compagni e maestre.
Alcuni accumulano iperattività o manifestano maggiore aggressività per aver interrotto, ad esempio, le attività sportive.
Le reazioni sono le più disparate e sono state prese tutte in considerazione dal SISST (Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico) ha proposto in un documento una lista di giochi per ridurre lo stress quando il livello diventa troppo alto per tutti.
La parola d’ordine è Gioco: non proponiamo un’attività, giochiamo e basta.
Eccone 10, riadattati da Maria Puliatti, psicoterapeuta e psicologa dell’emergenza e parte del direttivo SISST.

Ripristiniamo l’orientamento

Giochiamo alla caccia al tesoro facile?
Nella stanza in cui siete, proponete una variante della caccia al tesoro in grado di sollecitare il sistema visivo come “troviamo 3 cose rosse, 3 cose gialle, 3 cose blu”
Se l’età lo consente, fatelo anche con le lettere e i numeri: “troviamo 3 scritte con la lettera A, 3 scritte con la lettera B, 3 scritte con la lettera C” e “troviamo 3 numeri 1, 3 numeri 2, 3 numeri 4.”
Di solito avere un canovaccio pronto quando si è un po’ agitati è meglio che pensare autonomamente a quali colori scegliere.
Lo stesso gioco possiamo farlo per sollecitare il sistema tattile “cerchiamo 3 oggetti pesanti, 3 oggetti morbidi, 3 oggetti lisci, 3 oggetti ruvidi” o il sistema olfattivo “qualcosa che profumi di buono, o che emette un odore non piacevole”.

Mettiamo le radici

Giochiamo a fare l’albero? Facciamo la rana?
Il radicamento dei piedi sul pavimento permette di percepire il supporto che viene dalla sensazione di essere “con i piedi per terra”: questo significa riportare calma e presenza.
Appoggiare bene i piedi sul pavimento. Al posto del pavimento c’è a terra: immaginiamo di essere una quercia e assumiamo la postura della quercia, che cresce piano piano le sue radici entrano in profondità nella terra che la nutre.
Adesso farete la rana. Prova ad immaginare come sarebbe avere le gambe come quelle delle rane e attaccatevi alla terra in maniera equilibrata. Saltiamo e atterriamo in perfetta sincronia e allineamento.

Respiriamo i pensieri felici

Respiriamo come un orsetto e inspiriamo pensieri felici?
La respirazione ha un ruolo importante nella regolazione delle emozioni. Esistono molti esercizi per i bambini: tra questa la più divertente è quella dei pensieri felici e dell’orsetto.
Mettetevi in piedi con il vostro bambino, con i piedi ben fermi per terra e fate tre lunghi respiri profondi mentre contate uno… due… tre e buttate l’aria fuori sempre contando 1, 2, 3.
Inspirate e dite qualcosa come: “Inspiro il sole…” E mentre buttate fuori l’aria “Butto fuori le nuvole.”
Dovete inspirare qualcosa di felice e positivo, e buttare fuori quello che vi rende tristi. Inspirate l’amicizia e buttate fuori la solitudine, inspirate il coraggio e buttate fuori la paura, inspirate la gioia di passare del tempo insieme e buttate fuori il dispiacere che non si possa uscire. E così via.
Nel respiro con l’orsetto (breathing buddy) invece, l’adulto e il bambino, entrambi in posizione sdraiata, mettono un peluche sulla pancia e respirano profondamente muovendo su e giù il peluche.

Rilassiamoci come un maialino

Facciamo il nasino a maialino o fabbrichiamo nuvole?
Esistono tanti piccoli giochi di rilassamento che possiamo fare. Uno di questi è il “Nasino a maialino”, in cui si solleva la punta del naso, stando seduti, per poi espirare dalla bocca e soffiare a lungo sul dito indice.
“La fabbrica di nuvole” invece, consiste nello stare in piedi con le braccia lungo il corpo e iniziare ad ispirare a scatti alzando contemporaneamente le braccia e la testa verso l’alto in modo da creare una nuvola.

Come ci sentiamo?

Oggi mi sento il sole o la pioggia?
Usiamo la metafora del bollettino meteorologico per incoraggiare il bambino ad individuare il tempo metereologico che identifica meglio sensazioni ed emozioni. Può iniziare l’adulto dicendo “oggi mi sento nuvoloso”, mimando a rallentatore il tempo nuvoloso. Anche il bambino mima a rallentatore il tempo scelto: la pioggia, il sole, il vento. Il tempo è uno stato d’animo, e come tale si può trasformare. 

Disattiviamoci

Giochiamo a lasciarci andare?
Possiamo lasciarci andare nel vero senso della parola. Tratteniamo insieme la tensione nelle spalle, inspiriamo e lasciamoci andare come se doveste cedere alla gravità. Lo stesso si può fare con un oggetto che non si rompe, stringendolo in mano per poi lasciarlo cadere.
E poi spingiamo, mani contro mani, piedi contro piedi, ispiriamo e spingiamo!
Per imparare a lasciarci andare esistono anche due giochi classici che tutti abbiamo fatto da piccoli: un due tre stella e l’arte di “gonfiare i palloncini”.

E poi, riattiviamoci!

Cosa succede se ci immobilizziamo?
Il nostro sistema nervoso risponde benissimo alla minaccia dell’immobilizzazione. La risposta può più o meno immediata, che permette di notare stanchezza e lentezza eccessiva nei bambini.
Prendiamo una corda e tiriamo alternativamente da una parte all’altra.
Lui vi tira verso di lui, nessuna pausa, lo tirate verso di voi, pausa di qualche minuto.

Regoliamo il movimento e la velocità

Giochiamo al tamburo e alla colla magica?
Per regolare l’attivazione mista dobbiamo immaginare qualcosa che faccia rumore, come un tamburo. Immaginate di spalmare la pianta dei piedi con una colla magica per incollarli al pavimento. Mimate di mettere insieme a vostro figlio la colla sotto un piede e di premerlo forte sul pavimento, poi fate la stessa cosa con l’altro piede.

Ora muoviamo le ginocchia come se si camminasse senza staccare i piedi. E mentre mamma o papà suonano il tamburo ci si muove senza staccare i piedi da terra. Più il tamburo va veloce e più lo sono i movimenti!
Sia l’aumento che la riduzione della velocità sono importantissimi.

Definiamo i confini

Creiamo il nostro spazio?
Gli spazi possono essere piccoli, non si può uscire, questo può sollecitare una sensazione di soffocamento e sentire la necessità di trovare un proprio spazio.
Prendete della corda o degli oggetti e create intorno a voi un cerchio che delimiti il vostro spazio, muovetevi all’interno di questo spazio allargandolo o restringendolo fino a che vi sembra vada bene. Sia il bambino che il genitore creano il proprio spazio: “Possiamo essere vicini ma ognuno nel proprio spazio: come ti senti?”.

Rinforziamo le risorse

Giochiamo a essere un leone? O una tartaruga?
Gli animali che troviamo nei libri e nelle storie potrebbero essere delle risorse molto potenti per i bambini. Scegliamo un animale preferito e cerchiamo la qualità che l’animale più attraente che l’animale possiede. Identifichiamo gli incontri passati con quest’animale, se ce ne sono: potrebbero fornire un’esperienza più tangibile e sensoriale per il bambino, come il leone allo zoo. Identificate le sensazioni e come il corpo comunica queste sensazioni positive. Se si tratta di un leone, parlare e sentire la forza del leone, non l’aggressività, e rappresentate fisicamente l’animale che avete scelto facendo uno da specchio all’altro.

I bambini possano avere comportamenti e reazioni emotive: sono reazioni “normali” a una situazione anormale. I giochi per ridurre lo stress sono utili in ogni fase della crescita. Quando cominceremo a tornare alla routine probabilmente dureranno ancora un pò e potrebbe esserci una fase di “scarica-tensione” perché l’emergenza è finita, e poi finalmente, una fase di riadattamento alla quotidianità.

tratto da GG (la rivista dei giovani genitori)


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tratto da Repubblica

Dal traige telefonico a valutazioni tramite fotografie e video. E’ così che gli ortodontisti cercheranno di affrontare alcune delle richieste urgenti dei pazienti durante questa emergenza Covid-19. Almeno secondo le nuove raccomandazioni diffuse dall’Associazione specialisti italiani in ortodonzia (Asio). Come ribadito da un recentissimo articolo pubblicato su Nature in merito all’esperienza cinese sul Covid-19 in ambito odontoiatrico, la trasmissione del coronavirus avviene con modalità “aerea”, sottolineando il possibile rischio connesso con gli aerosol, routinariamente prodotti nella maggior parte delle procedure odontoiatriche. Per questo motivo gli odontoiatri si collocano al secondo posto delle categorie professionali più esposte all’infezione da coronavirus, come riportato pochi giorni fa dal New York Times.

Solo cure urgenti

Da escludere l’ipotesi di non trattare pazienti infetti o sospetti. Il decreto ministeriale limita l’attività clinica odontoiatrica unicamente alle prestazioni a carattere di urgenza o non differibili e invita a procrastinare tutte le altre, così da limitare le possibili occasioni di contagio e diffusione del virus. Stessa logica sposata dall’Asio. Le condizioni cliniche che il coordinamento sanitario interregionale ha identificato come prestazioni ammissibili nel criterio “urgenti o non differibili” in odontoiatria sono davvero esigue: presenza di dolore, emorragie odontoiatriche, ascessi e flemmoni, traumi e problematiche protesiche tali da determinare deficit funzionale del paziente. Nel campo ortodontico poi sono ancor più limitate e di gestione non realmente complessa: distacchi di brackets, decementazioni di bande o apparecchi ortodontici, decubiti ed ulcere da trauma ortodontico, ecc. La maggior parte di queste ultime può giovarsi di un supporto a distanza da parte dello specialista in ortodonzia di riferimento. Qualora questo non sia possibile, precisa l’Asio, naturalmente sarà cura dello specialista risolvere la problematica con le opportune precauzioni e procedure.”Tutti i nostri studi – spiega  Giorgio Iodice, presidente dell’Asio –  impiegano da sempre, prima e dopo l’emergenza Covid, misure rigorose di sterilizzazione degli strumenti e disinfezione degli ambienti. Tuttavia in questo momento storico è importante sensibilizzare la popolazione ad accedere alle cure dentali ed ortodontiche solo quando non differibili, in base ad una valutazione concordata telefonicamente con l’odontoiatra ed ortodontista di riferimento. Tutti noi saremo comunque e sempre a disposizione dei nostri pazienti, garantendo loro un supporto diretto, in caso di urgenze reali, oppure a distanza, fornendo tutte le indicazioni, i consigli e l’aiuto necessario”.

Tra le modalità di intervento urgente odontoiatrico l’Asio spiega che sarà effettuato un triage telefonico con il proprio specialista per verificare insieme il problema. “In corso di valutazione telefonica, se ritenuto utile, lo specialista potrà richiedere di inviare una fotografia o video del problema riscontrato al proprio apparecchio ortodontico”, spiega l’Asio. “I sistemi e le applicazioni che utilizziamo quotidianamente (videochiamate, foto e video realizzati direttamente con il cellulare, ecc.) possono difatti essere particolarmente utili per comprendere la problematica a distanza e risolverla nel migliore dei modi”, aggiunge l’esperto.”Qualora ne ravvisi lo stato di emergenza e la necessità di visitare il paziente, lo specialista programmerà per il paziente – continua – un appuntamento tale da evitare la presenza di piu pazienti in contemporanea in sala d’attesa, così da rimanere a distanza corretta (almeno un metro) l’uno con l’altro, cercando di evitare accompagnatori non necessari.La sala d’attesa e gli ambienti extra clinici saranno predisposti secondo i rigidi protocolli emessi in questi giorni: un periodico e adeguato ricambio di aria, eliminando giornali, riviste, libri dalla sala d’attesa, disinfezione di ogni maniglia e superficie a contatto, fornendo al personale dispositivi di protezione (DPI) adeguati come mascherina, guanti, occhiali e camice monouso, ecc.”.

L’Asio invita inoltre a mettere a disposizione del paziente, in sala d’attesa, un disinfettante alcolico e mascherine, e detergere, per ogni nuovo paziente, con soluzioni a base di alcool o di cloro tutte le superfici, maniglie o bottoni oggetto di contatto. Infine, “si raccomanda ancora una volta, in questo particolare periodo di emergenza sanitaria, di preservare la propria salute dentale per non incorrere in situazioni più gravi. Prestando maggiore attenzione all’igiene della propria bocca e del proprio apparecchio ortodontico e seguendo le indicazioni fornite dal proprio specialista”, conclude l’Asio.


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Immagina questo.

Tu e l’altra metà avete fatto le valigie e siete andati a fare una fuga romantica in un luogo remota.

Anche se ti sei ricordato di mettere in valigia ogni cosa, dal caricabatterie del cellulare alla preziosissima macchina fotografica, hai dimenticato lo strumento che non può mai mancare per evitare di trasformare la vacanza in un incubo: il tuo spazzolino da denti.

A quel punto che fai, condividi con il tuo partner, la stessa persona che baci sulla bocca, o rinunci a una notte di pulizia dei denti?

Scopriamo cosa conviene fare.

Quali batteri sono nella mia bocca?

Ci sono oltre 700 specie batteriche diverse che possono chiamare la bocca a casa, ma una persona ha più probabilità di avere circa 200 specie batteriche che vivono in bocca, insieme ad alcuni funghi e virus..

Ma non sono tutte cattive notizie. Molti di essi sono buoni per noi. La maggior parte di questi, infatti, non sono dannosi e in realtà sono utili.

I batteri comunemente presenti nella bocca che possono essere dannosi, tuttavia, includono Streptococcus mutans (spesso associati a carie) e Porphyromonas gingivalis e Treponema denticola (associata alla malattia gengivale).

Queste malattie sono in gran parte prevenibili con una buona igiene orale e una dieta corretta.

Le tre specie di batteri di cui sopra sono state trovate anche sugli spazzolini da denti. Uno spazzolino da denti, se rimane bagnato, può anche essere colonizzato con specie di muffe.

Stando bene attenti a far asciugare lo spazzolino tra un uso e l’altro si garantisce l’eliminazione della maggior parte dei batteri trasferiti dalla bocca.

I microrganismi che vengono dalla bocca, non sono davvero evoluti per vivere su uno spazzolino da denti. I batteri più problematici sono quelli che molto probabilmente provengono dai passaggi nasali, dalla pelle, dalle mani e dal bagno stesso (come quelli che lo fanno entrare nell’aria da un gabinetto di lavaggio).

Tutto questo significa condividere uno spazzolino da denti è più rischioso del baciare?

Probabilmente no. La realtà è che se stai baciando qualcuno, condividere il suo spazzolino da denti probabilmente non è un enorme salto da fare.

Se vivi con qualcuno, probabilmente stai scambiando quei microrganismi comunque. Certamente però condividendo lo spazzolino può star certo di “mettere la ciliegina” sul probabile passaggio di batteri o di virus che è già in corso.

Se il vostro partner cattura un’infezione virale, lo spazzolino da denti condiviso può essere responsabile per la trasmissione del virus a voi, al pari di un bel bacio.

In caso di emergenza dunque, quando si è fuori casa, si può sempre ricorrere al dito o avvalersi di un panno.



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La scelta di uno spazzolino da denti può essere complicata con così tanti modelli disponibili.

Ma gli spazzolini elettrici sono in realtà una scelta migliore rispetto a quelli manuali?

Con la corretta tecnica di spazzolatura, è possibile ottenere risultati ottimali con spazzolini da denti sia manuali che elettrici.

Padroneggiare la tecnica di spazzolatura dei denti

La ragione per cui ci spazzoliamo i denti è rimuovere la placca, che è composta da batteri che cercano di attaccarsi ai nostri denti.

La giusta tecnica di spazzolatura sarebbe sufficiente anche con uno spazzolino tradizionale, che, mosso con cognizione di causa tra i denti, permette di ottenere un risultato ottimale. Bisogna però stare attenti alla giusta forza con la quale si agisce sullo smalto.

Poiché lo strato esterno duro, lo smalto, copre solo la parte superiore dei denti (sopra la normale linea gengivale), questo lascia la parte inferiore dei denti vulnerabile a causa di danni da spazzolatura troppo forte.

E’ quindi possibile causare abrasione se si sbaglia l’equilibrio tra la setola dello spazzolino e la forza utilizzata per spazzolare i denti.

Ed è proprio questa difficoltà nel raggiungere l’equilibrio perfetto che può far preferire ad alcune persone di utilizzare uno spazzolino elettrico.

Quando è meglio lo spazzolino elettrico

Per le molte persone che faticano a lavarsi i denti correttamente con uno spazzolino manuale, uno spazzolino elettrico può essere un miglioramento perché è meno influenzato da una possibile errata tecnica di spazzolamento. Il movimento, essendo guidato, sarà certamente corretto e spetterà alla persona solamente dirigere lo spazzolino per un tempo sufficiente in tutte le zone della propria bocca.

Inoltre le persone con artrite nelle mani o altre disabilità possono anche trovare più facile tenere uno spazzolino elettrico perché hanno una maniglia più grande di quelle manuali.

Le regole per lavarsi BENE i denti

Non importa quale spazzolino da denti si sceglie, le regole per mantenere l’igiene orale sono le stesse e la tecnica di spazzolatura sarà sempre importantissima.

1.Anzitutto tieni presente che la placca inizia a formarsi vicino alla linea gengivale, non sulla parte superiore del dente, ed è lì che devono concentrarsi le nostre attenzioni quando ci laviamo i denti.

2. Quindi sposta lo spazzolino da denti con un movimento circolare in modo che spazzi la placca lontano dalle gengive. Attento a non spingere la placca all’interno anziché all’esterno di denti e gengive.

3. Meglio non spazzolare a caso. Bisogna muoversi gradualmente tra i gruppi di denti in modo sistematico e dedicare un tempo significativo ad ogni zona (20-30 secondi).

Inoltre, ricorda:

  • Preferisci tendenzialmente la scelta di uno spazzolino da denti a setole medie, piuttosto che di un pennello duro o morbido, che invece sono da preferire se il consiglio arriva dal vostro dentista.
  • Pulire sempre i denti la mattina dopo la colazione e prima di andare a letto la sera. Sarebbe meglio, potendo, farlo dopo ogni pasto.
  • Sostituzione di spazzolini da denti sia manuali che elettrici ogni tre mesi (per gli spazzolini da denti elettrici, solo la testa del pennello dovrà essere sostituita).
  • Non sottovalutare l’importanza del filo interdentale per rimuovere la placca tra i denti
  • Pulisci anche la lingua per rimuovere la placca batterica

In questo articolo si forniscono solo informazioni generale. Per una consulenza personale dettagliata, consulta il Centro Dentale e fornisci tutta la tua storia medica


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Per mamma e papà è un momento memorabile, per il bambino una tappa importante della sua crescita, che però spesso è accompagnato da piccoli fastidi. La formazione dei dentini avviene quando il bimbo è ancora nella pancia della mamma (intorno al terzo mese di gravidanza), ma è soltanto verso i 6-8 mesi di vita del bambino che cominciano a spuntare i primi dentini da latte, chiamati anche “decidui” perché sono destinati a cadere (per essere sostituiti da quelli permanenti); in tutto sono 20, dieci per l’arcata inferiore e dieci per quella superiore.

L’abbiamo mostrato diverse volte nei nostri canali social, ma è bene riassumere ancora una volta le tappe della dentizione del neonato:

6-8 mesi: incisivi mediani inferiori

8-10 mesi: incisivi mediani superiori

9-12 mesi: incisivi laterali superiori

10-13 mesi: incisivi laterali inferiori

12-18 mesi: primi molari inferiori e superiori

16-24 mesi: canini inferiori e superiori

24-30 mesi: secondi molari inferiori e superiori

La comparsa dei primi dentini è un evento assolutamente normale della crescita di un bimbo. Spesso avviene senza problemi reali ma non di rado si presentano alcuni piccoli disturbi:

  • gengive gonfie: rendono la zona più sensibile e provocano una sensazione di fastidio al piccolo che inizia ad avere voglia di mordicchiare e succhiare tutto ciò che capita a portata di mano per trovare un po’ di sollievo;
  • salivazione abbondante: questo fenomeno si definisce scialorrea, la saliva che esce dalla bocca del piccolo ben presto irrita la delicata pelle del piccolo intorno alla bocca e al mento;
  • febbre: di solito è leggera e non supera i 37,7 gradi. Solo se il bambino si lamenta, si può dargli il paracetamolo, sempre dopo avere sentito il pediatra;
  • malessere generale: l’eruzione dei primi dentini si accompagna spesso a sbalzi d’umore, irritabilità, calo dell’appetito, disturbi del sonno.

Va detto anche che, nello proprio stesso periodo in cui spuntano i primi dentini, si ha una riduzione degli anticorpi che il bimbo ha ricevuto dalla mamma, sia durante la gravidanza sia attraverso l’allattamento al seno e ciò lo espone maggiormente al rischio di infezioni.

IGIENE ORALE DA SUBITO
È importante curare l’igiene della bocca del bambino sin dai primi mesi di vita. Non tutti sanno, infatti, che anche i dentini da latte, se non vengono curati e puliti con attenzione per eliminare qualsiasi residuo di cibo, possono cariarsi con grande facilità.Al bimbo ancora molto piccolo, le “operazioni” di igiene orale possono essere proposte come un gioco: i genitori passano delicatamente una garzina imbevuta di acqua sulle gengive del neonato, dopo ogni pasto e la sera prima di dormire.Al posto della garza si possono usare anche piccoli ditali in gomma, anch’essi in vendita in farmacia. A partire dall’anno di età, si può iniziare a usare uno spazzolino bagnato a setole morbide, senza mettervi sopra il dentifricio (solo verso i 3 anni il bambino impara a non ingoiarlo).

LA PRIMA VISITA NEL VOSTRO CENTRO DENTALE DI FIDUCIA
Se non si sono presentati prima particolari problemi, è comunque giusto portare il vostro bambino per una prima visita verso i tre anni. L’ideale è scegliere uno studio specializzato in odontoiatria infantile: in questi casi, infatti, di solito la visita viene alternata a giochi, lezioni divertenti di spazzolamento per poter associare un ricordo positivo alla figura del dentista. Se possibile, è meglio evitare quindi di far coincidere la prima visita con un’emergenza (un trauma o una caduta) o in caso di mal di denti: in questo modo il bambino tenderebbe a ricordare lo studio del dentista solo come un luogo negativo e da evitare. Dai sei anni in poi le visite, a cadenza annuale, avranno come scopo la prevenzione e la verifica della presenza di malocclusioni.


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